Ero diverso.
qualcosa nelle mie mani, suppongo.
no ! qualcosa sotto tutta la mia pelle.
ero leggero, fluttuavo.
intorno a me armonicamente si disegnava il mio mondo ideale, al ritmo di una vecchia canzone suonata da tanti.
ma quella era la mia versione.
esulto.
mi scopro contento di cose che neanche immaginavo di desiderare
i colori catturavano avidi il mio sguardo, l'aria aveva una fragranza nuova.
La sua delicatezza mi colpi' come un montante allo stomaco.
mi vide, e in un interminabile tenerezza, si avvicino' a me, batte' due volte il palmo sul mio petto, quasi a ricordare al cuore come ci si sente, a battere ancora.
e poi fu come un sogno: gia non c'era piu', e io avevo bisogno di un caffe'.
piansi come non facevo da tempo.
piansi di disperazione, quasi con rabbia.
sognare un volto cosi' bello, cosi' intensamente da quasi sfiorarlo, e piombare nella terrena consapevolezza che e' stata solo un illusione.
cercai le scarpe sotto il letto.
e la strada mi inghiotti' di nuovo.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento