Non saranno troppe, tredici ? si chiese ironicamente, mentre le contava nel palmo della
sua mano, ripassando a mente le controindicazioni.
cio' che la societa' addita come una facile fuga, e la religione come un peccato
offensivo verso l'alito divino, era solamente la soluzione piu dignitosa.
si trovo' a chiedersi cosa sarebbe stato, se con la stessa fermezza e razionalita', con
la quale si stava allontanando dal proprio corpo, avesse affrontato il vortice che fin li
lo aveva portato. ma il passato non torna, se non sotto vesti diverse, richiamando i medesimi errori.
Poi, come quando esci di casa, e controlli di aver preso il telefono, e spento il gas, passo'
a mente tutto cio' che aveva lasciato in sospeso.
un libro' sul comodino, che non avrebbe mai terminato; un numero di telefono
scarabocchiato su di un foglietto, al quale non avrebbe mai telefonato, e parole oramai
prive di ogni senso, che non avrebbe mai detto a nessuno.
venuto al mondo suo malgrado, lottato invano per una felicita' beffardamente vicina ma irragiungibile dietro un muro di cristallo, finalmente artefice, di null'altro se non della fine,
sorridendo, si addormento'.
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3 commenti:
vik mi spaventa un pò questo post...
no problem flo :)
tristezza a palate, ma suicidio solo letterario ;)
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