sabato 19 luglio 2008

L'altro me

L'altro me, inaspettatamente, si alzo' in piedi, e con una scusa congedo' i presenti.
costretti alla convivenza in un unico goffo corpo, siamo giunti al
compromesso, che educatamente, quando si fa vivo, ci allontaniamo dagli
altri, dagli sconosciuti, che ignari ci lasciano fare.

Allora, qual buon vento ?
Nulla, volevo sapere come te la passi.
Lo sai benissimo.
Sempre cosi' aggressivo nei miei riguardi, dopotutto sai benissimo che solo io ti conosco.
E la cosa sai che mi da fastidio.
Pero' ti difendi bene.

Nessuno si e' accorto di nulla, dopotutto non serve che io apra la bocca, per litigare con me stesso.

Allora, la vita sta cambiando, vero ?
cosi' sembra, e, sai, dopotutto non mi interessa, chi di noi due avra' il sopravvento.
me la daresti vinta cosi' facilmente ? codardo...
sei troppo piu bravo di me, a far buon viso a cattivo gioco, e ora sembra che serva solamente questo...

non hai nessuno a cui far "cattivo viso a cattivo gioco" ?
oramai credo di no...
sempre il solito melodrammatico... pensi ancora a quella li ?
che importa...
eccolo che si rattrista inutilmente per l'ennesima volta...

senti, lasciamo perdere ok ? anzi, ecco cosa faro', io cedo il passo, la
scena e' tutta tua, rientra, e sfoggia il tuo miglior sorriso, io me ne
restero' per conto mio chissa' dove, e se un giorno ne varra' la pena, mi
mostrero' a qualcuno, prima di allora, lasciami solamente ricordare.

affare fatto, non mancherai a nessuno, compare

spengo la sigaretta e rientro

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